giovedì 10 giugno 2010

Per cent'anni, ospite amato, t'ho aspettato in questa casa. Poichè sei fin qui arrivato, che sia tu son ben persuasa. Per sfamarti e dissetarti tutto è stato apparecchiato. Se vorrai qui consolarti, tenerezza ho preparato e conforto alle tue pene. La tua strada non fu corta, quel che è stato non importa, come sei, così va bene.

giovedì 18 marzo 2010

Quando i pensieri diventano paralizzanti, qual'è la cura?

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mercoledì 19 agosto 2009

mercoledì 12 agosto 2009

cose che capitano.... almeno non tutti i giorni

Dovrà scontare 180 giorni di libertà vigilata e lavorare 50 ore in servizi utili a comunità
Molesta Minnie al Disney World Condannato 60enne della Pennsylvania
L'uomo si è avvicinato alla giovane interprete del personaggio e ha interrotto lo show, palpandole il seno
MIAMI - Ha molestato la giovane interprete di Minnie al Disney World di Orlando e per questo John Moyer, 60enne della Pennsylvania, dovrà scontare 180 giorni di libertà vigilata e lavorare 50 ore in servizi utili alla comunità. L'uomo, confuso tra numerosi bambini, ha pensato bene di approfittare dell’eterna fidanzata di Topolino. Mentre Brittney McGoldrick svolgeva il suo ruolo di figurante, con addosso il costume da Minnie, si è fatto largo tra decine di giovani ammiratori. Una volta di fronte alla ragazza, non ha resistito e ha interrotto lo spettacolo, saltando letteralmente addosso al personaggio Disney.
«CONTINUAVA A PALPARMI IL SENO» - «Ho fatto tutto il possibile per scrollarmelo di dosso, ma lui continuava a palparmi il seno» ha raccontato McGoldrick in tribunale. Il giudice martedì ha condannato Moyer: dovrà scontare 180 giorni di libertà vigilata e lavorare 50 ore in servizi utili alla comunità. Non solo. Il 60enne dovrà anche scusarsi, in una lettera, con la vittima del suo assalto. Il figlio di Moyer è ancora incredulo. Ha detto al giudice, prima della sentenza: «Mio padre prima d’ora non aveva mai molestato alcuna donna in vita sua».

martedì 11 agosto 2009

Nostalgia di stelle cadenti

giovedì 6 agosto 2009

martedì 28 luglio 2009

Il navigatore satellitare

Siete di ritorno dalle vostre vacanze. L'umore è un pò uggioso. E' normale. Tornate alla vostra cara casetta (in affitto) ma anche alla routine di lavoro (o di attesa di). La partenza è stata "precoce". Vi siete alzati con gli occhietti che sono stati a lungo cisposi. Vi siete messi in macchina per arrivare alla prima destinazione. La nave lascia il porto. Il cuore si fa pesante ma pensate alla vostra casa che vi aspetta. L'animale al seguito è stressato. Anche voi siete stressati. Vorreste tornare indietro o essere già arrivati a casa. La traversata è finita. Siete sbarcati tardi perchè Murphy ha sempre ragione. Vi attendono almeno 4 ore e mezza 30 di viaggio. Accendete il navigatore perchè vi guidi sulla retta via del ritorno e...
"TORNATE INDIETRO APPENA POTETE" pigola con una vena di preoccupazione la signorina...
Mah...

martedì 23 giugno 2009

L'uomo è nato libero, e dappertutto è in catene.

Jean Jacques Rousseau - Il contratto sociale




"Attenti al Berluscane" sul cancello, veronese multato presenta ricorso
Nella memoria difensiva il 40enne sostiene di aver chiamato così il suo vecchio pastore tedesco per la "vivacità amorosa"
VERONA (23 giugno) - È un vecchio cane lupo ma ancora vigoroso e per questo è stato battezzato "Berluscane" dal suo proprietario, Imerio Mariotto di Verona, noto in città per la sua eccentricità. Una circostanza poco gradita da qualche vicino di casa che ha informato della cosa i vigili urbani, ai quali non è rimasto che fare una contravvenzione a Mariotto, proprietario di altri tre cani, di cui uno battezzato "Noemi", perché sul cancello manca il cartello "Attenti al cane". Per la verità il cartello c'è, ma è stato storpiato in "Attenti al Berluscane".
La vicenda, di cui riferisce oggi L'Arena, non si è fermata alla sola sanzione di 55,60 euro, perché Mariotto, assistito dal suo legale, l'avvocato Guariente Guarienti, ha deciso di presentare ricorso al giudice di pace, motivando la scelta del cartello e del nome.
Nella memoria difensiva, Mariotto sostiene che Berluscane è stato chiamato così per una "vivacità amorosa inversamente proporzionale all'età", ma in realta è un animale tranquillo, che "i cani femmina che si presentassero al cancello, soprattutto se cagnette giovani e ambiziose", potrebbero avvicinare senza timore di avance. Questo perché "a differenza degli esseri umani, sempre teoricamente disponibili, cagne e cagnette, per suscitare interesse, devono essere in calore".

sabato 20 giugno 2009

Mimmo Jodice


“Perdersi a guardare” un'Italia mai vista, fatti di particolari e di scorci inediti. Ogni luogo è decontestualizzato e (ri)significato nei particolari, catturati in inquadrature parlanti emozioni. Trent'anni di immagini ed emozioni, un tempo lungo tutta la penisola italiana dalle Alpi alle isole, entrando ed uscendo da edifici, creando immagini ed immaginari nuovi. L'antro della Sibilla (Cuma 1985) potrebbe a ragione aprire la mostra che con quasi 136 opere, alcune delle quali inedite, dà avvio ad una sorta di percorso iniziatico nella fotografia di Jodice e nella memoria del nostra Paese. Tra i resti romani e medievali degli Scavi Scaligeri, sotto il livello della strada, ci immergiamo nel passato, sospendiamo il presente per calarci, grazie alle fotografie di Jodice, in un'atmosfera sospesa, carica di emozioni. Le finestre si aprono su muri coperti da rampicanti (Milano 2003 Spazio Erasmus), la porta chiusa di una villa davanti alla quale sta come guardiano un agave sembra celare un mistero (Capri 1984 Villa Sarah). Il fascino delle rocce, morbide come pieghe e plissettati panneggi della natura (Stromboli 1999) modellati dall'acqua dialoga con gli intensi ritratti di statue (Baia 1993 il compagno di Ulisse). Vorremmo scalare il muro sfuocato del Palatino (Roma 2005) che ci permette solo di vedere le cupole delle chiese romane, come una siepe leopardiana che cela l'immensità di una visione. Quando l'uomo non c'è più resta l'architettura, geometrie, materiali e resti di presenze parlanti (Torino 2005 Stabilimento Fiat Mirafiori), fessurazioni inesorabili della natura e oggetti non più utili, scarpe vecchie lasciate a testimoniare presenze di ieri e assenze di vita di oggi (Napoli 1982 Real Albergo dei Poveri) Ma c'è anche l'area industriale di Marghera (1996), spettrale tra sassi e mura. Ogni momento può nascondere una visione, un'epifania da fissare sulla pellicola. Ecco allora che anche l'ombra può diventare protagonista, soggetto tra gli oggetti o soggetti tra i soggetti. L'ombra dell'albero sul muro ne ricostruisce visivamente il tronco “mozzato” dal muro stesso (Paestum 1985) o tra gli atleti “bianchi” ne compaiono altri “neri”, della magica materia dell'ombra (Ercolano 1985 Atleti della Villa dei Papiri). E gli affreschi pompeiani dell'insula occidentale sembrano animarsi e persino urlare (Pompei 1982), come la testa di Medusa che crea uno scenario orrifico. La pittura vive mentre nella teca sta l'uomo morto, sorpreso dalla forza dirompente della natura che non lascia scampo. Urlano anche le larve umane del Museo monumento al Deportato (Carpi 1990), scheletri rivestiti di pelle senza volti, ad urlare in maniera espressionista la barbarie umana. Dalle vette della visione dall'alto del tripudio di guglie e pinnacoli del Duomo di Milano (Milano 1999 Duomo) scendiamo alla velocità delle montagne russe di nuovo giù, nell'abisso, nella Napoli delle grotte e del sottosuolo (Napoli 1980 Castel Sant'Elmo), verso il centro della terra. La discesa nella terra è discesa nella propria interiorità, alla ricerca del senso delle cose, per poi riemergere pronti per la visione. Ogni fotografia è una storia che si intreccia a più narrazioni in viaggio nel tempo e tra i luoghi. Jodice riesce nel suo tentativo di restituire l'anima delle cose con inquadrature pulite che non vogliono documentare, far vedere la realtà in modo oggettivo o costruirla ma bensì essere un prodotto emozionale. Chiude la mostra l'immagine di una sedia bianca, vuota, di fronte al mare. Un attimo di tregua per dissetarsi d'orizzonte (Sibari 2000), per viaggiare con l'immaginazione ed allontanarsi dalla realtà prima di ritornare in superficie.

giovedì 18 giugno 2009

La scuola è finita e un anno se ne va.
Sto diventando grande, lo sai che non mi va.
Aumentano i problemi.
i dolori articolari, gli impegni inderogabili
e le rughe visibili.
Vorrei fermare il tempo
o forse tornare indietro ma il tempo migliore dicono è questo qua.
poi tutto è un declino, di energie e di appeal.
il mondo intorno cambia, gli amici si sposano e io non sogno neanche l'abito.
Non capisco perchè non mi capisco. O forse non voglio solo più capirmi, dover scegliere e cambiare.

che bel gioco!



ma chissà chi lo capisce... 8-(

martedì 2 giugno 2009

domenica 31 maggio 2009

mi vergogno di essere italiana...

29.05.2009
"Per l'estate stiamo organizzando una serie di vacanze nel mare Adriatico e stiamo vedendo anche delle crociere sul Mediterraneo dove intendiamo mandare famiglie intere e ragazzi". E' l'annuncio dato dal premier Silvio Berlusconi, durante il suo tredicesimo sopralluogo all'Aquila, agli sfollati che a causa del sisma hanno perso l'abitazione.

giovedì 28 maggio 2009

domenica 10 maggio 2009

W l'Unione europea

naso nuovo, vita nuova


PRIMO GIORNO
Giovedì l'ho fatto... Sono entrata all'ospedale consapevolmente, sulle mie gambe. Mi sono messa il pigiamino nuovo, acquistato per l'occasione (alla fine era proprio carino) e ho aspettato. Ho aspettato, ho aspettato... Ero la seconda, credo. Ho letto due fumetti horror per ingannare l'attesa, per riempire la testa di nulla, di pensieri devianti. Inutile fuffa per non pensare. E poi a gironzolare per il corridoio come un cane in pena. E poi eccola. Si palesa. E' una donna e mi dice di seguirla. Tergiverso un pò. Faccio uno squillo al fidanzato, chiede se posso tenere gli occhiali. Dove sono le parole? Quali sono le parole giuste? Ci incamminiamo. Lei apre la porta automatica con un badge. Entriamo. Mi dice che devo togliere la (maglia e la) maglietta ma posso tenere la canottiera e i pantaloni. Sono impacciata. Le sfilo insieme, rendendomi conto con imbarazzo che lei le vuole piegare. E le ciabatte? Le tolgo e mi mettono le scarpette verdi. Mi chiede aiuto per raccogliere i capelli nella cuffietta e si allontana dopo avermi coperto con due lenzuola. Davanti a me medici ed anestesisti stanno parlando di qualche intoppo col paziente precedente. Forse non ci è scappato il morto ma la situazione è stata complicata. Sono agitata. Penso che potrei ancora scappare, alzarmi in piedi e correre via. Ci ho ripensato. Capita, no? Arriva una anestesista gentile. Mi fa battute sull'orologio. Conquisto punti perchè è lo stesso del primario. Mentre sta per trapassare la mia candida pelle con un ago, le lacrime escono dai miei occhi. Improvvisamente. Chiama il collega che cerca di tranquillizzarmi. Di solito non funziona mai. Le lacrime aumentano. "Di cosa hai paura? di non risvegliarti? Ne abbiamo avuti 3 oggi e si sono svegliati tutti. Sai come si dice: 'Non c'è 2 senza 3'!" è troppo soddisfatto della battuta per fargli presente che allora io sarei la quarta... la sua cuffietta con gli animaletti non può lasciare scampo ai dubbi. nemmeno i suoi.
Sono ancora inconsolabile tra due giovani anestesisti. Arriva il medico che fa la battuta "Sembra Il Cristo del Mantegna. lei cosa fa?". Non ho voglia di capire la domanda...Penso voglia sapere perchè piango ma non sono fatti suoi. Uso la domanda come mi pare. Gli rispondo che sono un'insegnante d'arte... con la coda tra le gambe dice che fa sempre di quelle figure...
Parole, parole, parole. "Rosa o verde?" "Rosa"
e poi un ago che penetra nella pelle. e poi nulla. nulla. nulla. nulla. fino ad un "chiara, è ora di svegliarsi".
Riapro gli occhi. Due parole e sono in viaggio sul letto verso il reparto, verso la camera 7, letto 27.
E mi scappa già la pipì.
è un buon segno. l'infermiera dice "scrivi che ha fatto pipì".
Le piccole gioie di ogni giorno.
PRIMO, SECONDO, TERZO GIORNO
Due tamponi su su nel naso, uno per narice, e un bel coronamento di garze esterne, una virgola che renderà quasi impossibile nel giorni seguenti bere e mangiare senza sbrodolare. Respirare solo dalla bocca. Gola in fiamme. Saliva mista a sangue. Occhi congestionati, un tripudio di lacrime. Due flebo, un anestetico la notte. Vomito (anche misto a sangue). Stanchezza e debolezza. Dieta. Antibiotici. Noia e paura. Insonnia, diciamo. Non vedere al di là della punta del proprio naso. letteralmente.
DOMENICA
Il dolore! il medico ha tolto i tamponi. Ho stretto la mano dell'infermiera. Non so nemmeno se me la stesse porgendo. Penso di no... Dolore!! indescrivibile. Come se fossero ancorati nella carne, lunghissimi... La sensazione che togliendoli strappassero fino a su, qualcosa quasi nel cervello. molle e viscido. sangue, probabilmente.
Non li ho guardati. Avevo paura di svenire.
Temevo scene splatter ma per fortuna nulla. Poi pausa.
Ero bianca come un cencio... sfatta dal dolore.
adesso lavaggi con soluzione salina e pomata antibiotica.
Prima di poter godere appieno di un naso "normale".
VENERDì
Visita di controllo: ritrovo il medico che mi ha operato.
Per un ritrovamento c'è sempre una perdita: quella della mia cartella clinica...
Chi ben comincia è a metà dell'opera, dicono...
Non mi riconosce. Si schermisce: senza occhiali, i capelli nella cuffietta... Gli dico che piangevo. "Ah! Le ho detto che sembrava il Cristo del Mantegna! e lei è un'insegnante di storia dell'arte! Che figura di merda!"
Mi ha tagliato i punti all'interno della punta del naso, poi aver tentato invano di togliermi una crosta che non ne ha voluto sapere di venire via...
Forse qualcosa doveva pur fare. C'è bisogno a volte di giustificare il proprio stipendio. In realtà è gentile. Nonostante tutto.
Una lacrima ha solcato il mio viso. Si chiama dolore.

martedì 5 maggio 2009

domenica 3 maggio 2009

Far East forever


edizione 3


edizione 11


Senza dimenticare l'aspetto culinario: frico (anche "da passeggio") e Cjarsons!